Diario di un italiano espatriato

Buon Ramadan!

In Senza categoria on 10 settembre 2010 at 22:26

Vista dall'alto di diversi festoni appesi dentro la galleria del MallPochi giorni dopo il mio arrivo ad Abu Dhabi è iniziato il mese del Ramadan. Dopo averne tanto sentito parlare in Italia, generalmente con toni tra lo stupito e il derisorio, vivere il Ramadan come persona non di fede islamica che lavora in un paese islamico osservante è un’esperienza abbastanza sorprendente.

Un articolo su un quotidiano definiva il Ramadan come “uno dei cinque pilastri dell’Islam” e in questo periodo per i musulmani osservanti è fatto obbligo di non introdurre nel loro corpo nulla durante le ore in cui il sole si trova sopra l’orizzonte. Questo non è visto come penitenza ma piuttosto come purificazione: mi vengono in mente i 40 giorni di Gesù Cristo nel deserto. Dall’alba al tramonto è proibito mangiare, bere e anche fumare e il divieto, per rispetto delle tradizioni locali, è imposto a tutti in tutti i luoghi pubblici: se qualcuno mangia, beve o fuma in pubblico (per strada o al chiuso visto che qui è ancora possibile) è passibile di arresto. Per i non osservanti però è possibile mangiare e bere senza farsi notare (in luoghi chiusi ci è stato tranquillamente chiesto – da dei locali – se desideravamo bere o mangiare qualcosa). Fumare invece non viene tollerato se non ovviamente a casa tua o comunque in un Hotel che ha aree apposite nascoste alla vista dei clienti o visitatori musulmani. Da notare che il divieto non viene visto come una dimostrazione di forza stile il famoso “padroni a casa nostra” della nostra Lega, quanto come una questione di pubblico decoro: è come se da noi qualcuno girasse per strada in mutande o se si mettesse a urlare in chiesa. La differenza principale è che qui le leggi sul pubblico decoro vengono prese sul serio, quindi non conviene fare i furbi. Il decoro è anche quello che spinge a consigliare di non girare in calzoni corti: non è che siano offesi, semplicemente pensano che tu ti sia dimenticato di metterti i pantaloni… e che quindi appunto stai girando in mutande: è abbastanza tollerato, ma agli occhi dei locali si è parecchio ridicoli. Detto questo, ho visto delle ragazze probabilmente filippine con degli hotpants che sarebbero considerati audaci anche da noi aggirarsi tranquillamente per l’Abu Dhabi Mall.

A proposito di leggi, durante questo mese l’orario di lavoro cambia: in genere viene accorciato di due ore a parità di paga e la gente tende ad andare al lavoro prima e tornare a casa nel primo pomeriggio, riposando poi fino al tramonto, un po’ per non sovraffaticarsi mentre si è a digiuno, un po’ perché i primi riti iniziano prima del levarsi del sole, verso le 4.30 in questa stagione. Al tramonto, nel momento preciso in cui il sole scende sotto l’orizzonte per il luogo in cui ci si trova, i Muezzin dalle moschee segnalano l’Iftar, il momento in cui si interrompe il digiuno, che generalmente è un evento sociale e perché no di festa: ci sono infatti parecchi buffet coi cibi tradizionali dell’Iftar, un menù – presumo molto meno tradizionale – al Kentucky Fried Chicken, che viene servito solo dall’Iftar in poi per circa un’ora, e diverse offerte nei ristoranti che durante questo mese insieme ai centri commerciali cambiano totalmente i loro orari di apertura: se volete fare shopping fino alle 2 di notte, non ci sono problemi.

Il cambiamento secondo me più significativo per comprendere bene lo spirito di festa del Ramadan lo si nota però nei negozi, che aprono in genere un paio d’ore dopo l’Iftar e rimangono aperti fino a notte fonda. In questa stagione tutti i negozi si trasformano: vetrine addobbate, allestimenti speciali, sconti, promozioni per il Ramadan. Le televisioni arabe inoltre hanno il migliore periodo di ascolti dell’anno proprio durante il mese sacro, durante il quale trasmettono special TV e le fiction con gli attori di maggior successo del mondo arabo. Ora non so a voi, ma dal punto di vista sociale tutto questo a me ricorda moltissimo un evento che ci è molto familiare. Mancano solo i panettoni.

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  1. in effetti anche io in officina sono in ramadan, oggi ade sempio tutti a casa, perche’ e’ la loro festa di fine ramadan.
    per il cibo visto che si lavora, di sicuro bevono, e alcuni mangiano.
    comunque un pakistano mi diceva che da loro il natale si festeggia, addobbano gli alberi e si fanno i regali.
    e’ inutile le feste specie se allegre non hanno confini.

  2. Profonda riflessione veramente, a risentirci.
    Maurizio Mione

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