Diario di un italiano espatriato

In viaggio verso Abu Dhabi

In Senza categoria on 17 agosto 2010 at 16:27

Grattacieli di Abu Dhabi

Il viaggio da BLQ a FRA è tranquillo quasi fino alla fine. Poco prima dell’atterraggio il tempo volge decisamente al brutto e l’A320-200 viene un po’ scosso dalle correnti. Per fortuna mentre già stavo ripassandomi mentalmente gli eventi di quei 6 o 7 aerei schiantatisi per aver tirato dritto una pista atterrando in un temporale, finiamo di attraversare la “bufera” e la situazione si tranquillizza assai, per la gioia di una ragazza seduta dall’altra parte del corridoio centrale che già dalla partenza era evidente che avrebbe voluto essere da tutt’altra parte.

Arriviamo a FRA in orario e per fortuna dobbiamo solo andare dal terminal A al B (FRA è immenso, c’è addirittura una specie di monorotaia che collega i vari terminal). Arriviamo con abbondantissimo anticipo e facciamo passare le 3 ore che ci separano dalla partenza parlando un po’ del lavoro e girovagando per il terminal. Facciamo una colazione semiseria (succo di cocomero e una specie di croissant al cioccolato molto… tetesko!) e ne approfitto per cambiare le pile della macchina fotografica comprata al volo e in occasionissima il giorno prima: quelle in dotazione avevano retto si e no 6 foto.

Alle 11.40 ci imbarchiamo sull’aereo, che parte poco dopo. Il volo intercontinentale è tranquillissimo anche se decisamente lungo. Gli Emirati non sono molto a Est rispetto al Giappone o a Hong Kong, ma in compenso sono a poco meno di metà strada tra Frankfurt e l’equatore. Il volo dura poco meno di 7 ore, atterriamo con forse 10 minuti di ritardo alle 20.25 ora locale.

L’aeroporto non è gigantesco ma è modernissimo, sontuoso e decisamente arabo. Ci sono diversi cartelloni e allestimenti pubblicitari di aziende locali e filiali locali di multinazionali, quasi tutti con messaggi che comunicano come siano estremamente convinti che quel che fanno per l’Emirato di Abu Dhabi è importante. Sono pure convincenti, o almeno non li ho trovati per nulla ridicoli: il dubbio che li abbiano scelti perché sono veri è forte. Purtroppo, vado un po’ in shock culturale e mi dimentico di fare delle foto… In relativamente poco tempo sbrighiamo le formalità di immigrazione e usciamo a prendere un taxi, dopo esserci fatti una fila che mi ricorda molto le “serpentine” per entrare nelle attrazioni dei parchi di divertimento. Nonostante la fila fosse lunga in circa 15 minuti usciamo dall’aeroporto e fa decisamente caldo, ma nulla di troppo preoccupante… per ora!

La strada tra AUH e la città di Abu Dhabi è una superstrada a 5 corsie per senso di marcia, percorsa anche a quell’ora da diversi camion e pulmini, ma sembra semivuota vista la dimensione della carreggiata. In circa mezz’ora arriviamo nell’area cittadina, situata su un’isola a circa 30km dall’aeroporto.

La città è la classica città moderna piena di grattacieli più o meno alti, quasi tutti molto nuovi e parecchio particolari dal punto di vista architettonico, ovunque ci sono mix particolarissimi di stili arabi, egiziani, mediterranei, persiani e indiani, sia nelle villette da 2 o 3 piani sia in alcuni grattacieli da 20 piani e oltre. Una cosa che si nota ma che ho messo a fuoco solo dopo alcuni giorni è che ci sono poche insegne al neon per negozi e pubblicità. Soprattutto avendo in mente il modello di Hong Kong (di 15 anni fa) colpisce un po’ come la città sia molto più quieta e discreta.

Arriviamo finalmente in Hotel, un notevole 5 stelle situato nella zona definita “Tourist Club” e dopo un veloce check-in e un salto in camera per risistemarsi un attimo raggiungiamo i colleghi per una cena al ristorante Talay (cucina Thai) che si trova nel giardino dell’albergo insieme a diversi altri locali, pub e “club”. Dopo una cena notevole per qualità (e purtroppo prezzo!) ma comunque leggera finalmente andiamo a dormire. Il giorno successivo ci attendeva la prima visita presso l’ufficio che il nostro cliente degli Emirati ci ha assegnato per tutta la durata del progetto.

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